Tag: confine

  • Quando la cura vuole che io taccia

    Quando la cura vuole che io taccia

    Note incarnate sulla guastafeste femminista Ci sono momenti in cui basta un gesto minimo per sentirmi colpevole: non rispondere a un messaggio, non richiamare subito, interrompere una telefonata, lasciare che una richiesta resti sospesa. Non ho fatto nulla di grave. Non ho insultato, non ho abbandonato, non ho deciso una…

  • Dare forma all’informe

    Dare forma all’informe

    Scrittura, immagini e pensiero come pratiche di orientamento Ci sono momenti in cui l’ansia non si presenta come un pensiero chiaro. Arriva come massa. Una pressione interna, un’agitazione senza bordo, un rumore continuo che occupa il campo. Una frase detta male, un messaggio fuori orario, un conflitto professionale, una richiesta…

  • Quando la cura divora chi cura

    Quando la cura divora chi cura

    Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…

  • Il familiare come infrastruttura invisibile della cura

    Il familiare come infrastruttura invisibile della cura

    Quando il familiare viene trattato come rete, fonte e ammortizzatore, senza essere riconosciuto come soggetto esposto Ci sono percorsi di cura che, osservati dall’interno di un servizio, appaiono formalmente corretti. Hanno tappe, colloqui, verifiche, gradualità, permessi, responsabilità individuali, obiettivi di autonomia. Hanno un linguaggio ordinato e una logica riconoscibile. Dentro…