• Alimentazione a scopo edonistico e disagio morale del logopedista

    Alimentazione a scopo edonistico e disagio morale del logopedista

    Quando chi attua un intervento ha bisogno di discuterne il senso Mi capita di ricevere indicazioni foniatriche e di non vedere la necessità di alcuni interventi che dovrei eseguire. La sensazione a volte è proprio questa: dover procedere «come fossi un automa». Quando l’indicazione riguarda l’alimentazione «a scopo edonistico» in…

  • La fatica di non poter mai concludere

    La fatica di non poter mai concludere

    Lavorare nell’ incertezza Quando ho scelto di studiare logopedia, il mio lavoro si chiamava «riabilitazione del linguaggio». È il nome che ricordo. Dentro c’erano qualcosa su cui lavorare e una direzione: una persona aveva una difficoltà, io avrei imparato a riconoscerla e a intervenire. Dopo trentacinque anni, mi ritrovo a…

  • Una persona che non risponde ha ancora un’esperienza soggettiva?

    Una persona che non risponde ha ancora un’esperienza soggettiva?

    Davanti a una persona con gli occhi aperti che non risponde, la domanda arriva quasi subito: sente qualcosa? La voce che le rivolgiamo diventa un suono per lei, oppure il suo cervello la elabora senza che ci sia un’esperienza di ascolto? Chi lavora con persone con gravi disturbi della coscienza…

  • Mappare la soglia: fin dove mi accompagna la fenomenologia?

    Mappare la soglia: fin dove mi accompagna la fenomenologia?

    Merleau-Ponty mi aiuta a pensare il linguaggio a partire dal corpo. Parlare coinvolge il gesto, la situazione, la presenza di qualcuno che ascolta. Il pensiero prende forma anche mentre cerchiamo le parole. A volte ci accorgiamo di quello che volevamo dire soltanto dopo averlo detto. Per chi lavora in logopedia,…

  • La seduta da rivedere

    La seduta da rivedere

    Come rimettere mano a un trattamento quando non sappiamo più che cosa stiamo cercando La seduta è ancora in programma. Arrivo, preparo il materiale, mi avvicino al letto. Potrei descrivere ogni passaggio. Se qualcuno mi chiedesse che cosa dovrebbe cambiare grazie a quei passaggi, avrei più difficoltà. «Stimolazione». In cartella…

  • La coscienza nascosta e il dubbio dell’osservatore

    La coscienza nascosta e il dubbio dell’osservatore

    Covert consciousness, neurotecnologie e limiti dell’interpretazione clinica Negli ultimi anni, la ricerca sui gravi disturbi della coscienza ha aperto uno scenario che fino a qualche decennio fa sarebbe stato difficile anche solo immaginare: la possibilità che persone apparentemente incapaci di rispondere agli stimoli esterni conservino forme di consapevolezza e siano,…