Tag: etica clinica

  • Curare mentre ci si difende

    Curare mentre ci si difende

    Sul lavoro clinico quando l’istituzione non protegge il confine C’è una forma di fatica clinica che non nasce dal paziente. Non nasce dalla gravità della condizione neurologica, dalla lentezza del recupero, dall’ambiguità dei segni, dalla necessità di osservare a lungo prima di poter dire qualcosa di fondato. Tutto questo appartiene…

  • Ecologia della responsabilità clinica

    Ecologia della responsabilità clinica

    Decisione condivisa, leadership morale e medicina basata sulle evidenze Nella clinica contemporanea la responsabilità non può più essere pensata come un potere verticale: qualcuno in alto decide, gli altri eseguono, il paziente riceve, la famiglia accetta. Questa immagine appartiene a una medicina paternalistica che la bioetica del Novecento ha progressivamente…

  • Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore

    Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore

    Il terapeuta davanti all’incerto Nella clinica dei disturbi della coscienza non è messo alla prova soltanto il paziente. È messo alla prova anche il terapeuta. Questo campo non pone solo problemi tecnici: pone problemi etici sempre più ampi. E il motivo è semplice. Le nostre categorie diagnostiche non riescono ancora…

  • Dove finisce lo sguardo clinico

    Dove finisce lo sguardo clinico

    Si parla spesso della vulnerabilità del paziente. È giusto. Ma non basta. Ci sono contesti clinici in cui la vulnerabilità non riguarda solo chi è malato, ferito, dipendente, esposto. Riguarda anche chi guarda, interpreta, decide. Non nello stesso modo, certo. Non con la stessa gravità. Ma abbastanza da cambiare la…

  • Che cosa deve alla famiglia un professionista, e che cosa no

    Che cosa deve alla famiglia un professionista, e che cosa no

    Note etiche sul confine tra cura, disponibilità e colonizzazione Bene. Ecco il terzo. Ci sono ambiti clinici in cui il paziente non arriva mai da solo. Arriva insieme alla sua storia, certo. Ma arriva anche insieme alla fatica dei familiari, alle loro paure, alle loro letture, alle loro aspettative, alle…

  • La speranza non è sempre innocente

    La speranza non è sempre innocente

    Appunti etici su una parola che consola molto e protegge poco Nel lavoro clinico con pazienti neurologici gravi la speranza gode di una reputazione impeccabile. È quasi sempre dalla parte del bene. Chi la invoca appare umano, partecipe, fedele al paziente. Chi la mette in discussione rischia invece di sembrare…