Tag: famiglia

  • Dove la cura diventa cattura

    Dove la cura diventa cattura

    La cura, per me, è cominciata come fatica. Prima ancora che come categoria etica, l’ho conosciuta come gesto ripetuto, telefonata, corpo da sollevare, parola da misurare, rabbia da trattenere. Nelle giornate in cui non c’è nessuna grande scena, nessuna nobiltà visibile: solo cose da fare, decisioni da prendere, persone da…

  • Il setting non è il mondo

    Il setting non è il mondo

    Quando la cura deve misurarsi con la vita reale Ogni pratica di cura ha bisogno di un setting. Senza setting non c’è osservazione attendibile, non c’è metodo, non c’è protezione, non c’è gradualità. Il setting è lo spazio in cui una funzione può essere isolata, un comportamento può essere osservato,…

  • La famiglia come interprete e come schermo

    La famiglia come interprete e come schermo

    Chi conosce il “prima” del paziente porta un sapere prezioso. Ma a volte quel sapere occupa tutto lo spazio, e non ne lascia per il presente Quando un paziente non può raccontarsi, perché il linguaggio è compromesso, la coscienza è ridotta, la fatica è troppa, c’è quasi sempre qualcuno che…

  • Il familiare come infrastruttura invisibile della cura

    Il familiare come infrastruttura invisibile della cura

    Quando il familiare viene trattato come rete, fonte e ammortizzatore, senza essere riconosciuto come soggetto esposto Ci sono percorsi di cura che, osservati dall’interno di un servizio, appaiono formalmente corretti. Hanno tappe, colloqui, verifiche, gradualità, permessi, responsabilità individuali, obiettivi di autonomia. Hanno un linguaggio ordinato e una logica riconoscibile. Dentro…