Tag: linguaggio

  • Imparare a leggere il pensiero

    Imparare a leggere il pensiero

    Come lo studio della filosofia sta cambiando il mio modo di stare nelle parole Negli ultimi mesi mi sono accorta di una cosa che non saprei definire in modo immediato, ma che sento con una certa chiarezza: lo studio della filosofia sta modificando il mio modo di leggere, di pensare,…

  • La logopedista come burocrate di strada

    La logopedista come burocrate di strada

    Michael Lipsky, le RSA e la filosofia sporca della cura C’è un’immagine abbastanza comoda della logopedista: una professionista gentile, ordinata, seduta davanti a un tavolino, intenta a proporre esercizi, mostrare figure, far ripetere parole, correggere suoni, modulare posture, suggerire strategie, sorridere con misura e non disturbare troppo l’assetto generale del…

  • La purezza è del referto, non del paziente

    La purezza è del referto, non del paziente

    Afasie pure, sindromi del linguaggio e soggetto L’espressione “afasia pura” ha una sua pericolosa eleganza. Promette ordine. Promette che, dentro il disordine prodotto da una lesione cerebrale, sia possibile isolare una funzione, separarla dalle altre, osservarla quasi in vitro: qui il linguaggio, lì il pensiero; qui la parola, lì il…

  • Riconnettersi a un’identità silente

    Riconnettersi a un’identità silente

    La logopedia quando la parola non basta Se il pensiero non coincide solo con la parola articolata, allora la logopedia non può ridursi a un addestramento meccanico della bocca, della lingua o della voce. Non perché l’esercizio motorio non serva. Serve, ma diventa povero quando viene isolato dalla domanda decisiva:…

  • Prima della frase: fenomenologia della parola perduta

    Prima della frase: fenomenologia della parola perduta

    Quando la parola si spezza, il pensiero cerca altre vie Quando una lesione neurologica interrompe la possibilità di parlare, nella stanza di riabilitazione compare una domanda difficile, spesso non detta: se la parola non arriva più, che cosa accade al pensiero? È una domanda clinica, ma anche filosofica. Perché il…

  • Il paziente non risponde. Ma a cosa?

    Il paziente non risponde. Ma a cosa?

    Afasia grave e limiti della valutazione comportamentale della coscienza Nella valutazione dei gravi disturbi della coscienza c’è un equivoco tanto semplice quanto pericoloso: chiediamo al paziente di mostrarci che c’è, ma spesso gli chiediamo di farlo attraverso il linguaggio. Gli diciamo: guarda, stringi, rispondi, dimmi sì, dimmi no, segui il…