Tag: linguaggio

  • Il linguaggio che non abita se stesso

    Il linguaggio che non abita se stesso

    Appunti clinico-filosofici sull’intelligenza artificiale, l’afasia e i confini del pensiero C’è un paradosso abbastanza comico, se non fosse anche istruttivo: scrivere un sito sulla coscienza, sul linguaggio, sull’identità e sulla clinica delle condizioni neurologiche estreme usando, almeno in parte, uno strumento che produce linguaggio senza avere coscienza, corpo, biografia, malattia,…

  • Dare forma a ciò che piomba addosso

    Dare forma a ciò che piomba addosso

    Quando conoscere diventa un gesto di regolazione Questo testo non riguarda direttamente una condizione neurologica estrema, ma il modo in cui chi lavora nella cura tenta di non essere travolto da ciò che incontra: parole, accuse, richieste, fraintendimenti, scene relazionali dense. Anche nella clinica del limite, prima di interpretare l’altro,…

  • Dove c’è ancora mondo?

    Dove c’è ancora mondo?

    Micro-ecologia della presenza fragile Ci sono pazienti che non “partecipano”. Non partecipano al gruppo. Non rispondono alla domanda. Non seguono la consegna. Non mantengono l’attenzione. Non collaborano. Non agganciano lo stimolo. Questa e’ una lingua povera, che funziona benissimo nei verbali, nei passaggi di consegne, nelle relazioni sintetiche. E’ rapida…

  • Heidegger alla soglia della clinica: coscienza, linguaggio e cura oltre il soggetto isolato

    Heidegger alla soglia della clinica: coscienza, linguaggio e cura oltre il soggetto isolato

    Heidegger non è un autore da usare con leggerezza in ambito etico e bioetico. Non offre una teoria normativa della decisione clinica, non costruisce una bioetica applicata, non fornisce criteri per stabilire che cosa sia giusto fare davanti a un paziente vulnerabile, afasico, disfagico, in stato di minima coscienza o…

  • Imparare a leggere il pensiero

    Imparare a leggere il pensiero

    Come lo studio della filosofia sta cambiando il mio modo di stare nelle parole Negli ultimi mesi mi sono accorta di una cosa che non saprei definire in modo immediato, ma che sento con una certa chiarezza: lo studio della filosofia sta modificando il mio modo di leggere, di pensare,…

  • La logopedista come burocrate di strada

    La logopedista come burocrate di strada

    Michael Lipsky, le RSA e la filosofia sporca della cura C’è un’immagine abbastanza comoda della logopedista: una professionista gentile, ordinata, seduta davanti a un tavolino, intenta a proporre esercizi, mostrare figure, far ripetere parole, correggere suoni, modulare posture, suggerire strategie, sorridere con misura e non disturbare troppo l’assetto generale del…