Categoria: Linguaggio
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Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto
Afasia, gesto deittico e posizione del soggetto In un paziente afasico con componente aprassica può accadere qualcosa di apparentemente semplice e invece molto denso: gli si chiede di indicare sé stesso o l’interlocutore, e il gesto si disorganizza. Punta il dito verso di sé dicendo tu, oppure verso l’altro dicendo…
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Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica
Grice alla prova dell’afasia Quando si parla di Grice, si pensa quasi sempre a un elenco di massime: quantità, qualità, relazione, modo. Ma il punto più interessante del suo modello non è questo. Il punto è che la comunicazione non funziona solo perché scambiamo parole, ma perché presumiamo che l’altro…
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Il linguaggio non serve solo a informare
Ridurre il linguaggio alla trasmissione di informazioni è una semplificazione povera. Jakobson ha mostrato che ogni atto comunicativo può essere orientato in modi diversi e che il linguaggio svolge funzioni differenti: referenziale, emotiva, conativa, fàtica, metalinguistica e poetica. Non comunichiamo solo per dire qualcosa sul mondo; comunichiamo anche per esprimere…
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Quando il linguaggio non scompare, ma non riesce più a farsi uso
Il linguaggio non coincide con le parole pronunciate. Questa distinzione, che in linguistica strutturale appare quasi elementare, diventa clinicamente decisiva quando ci si trova davanti a soggetti che non parlano, parlano poco o parlano in modo profondamente alterato. Saussure distingueva tra langue e parole: la prima è il sistema condiviso…