Tag: caregiver
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Quello che non si scrive in cartella
La cartella clinica ha una grammatica precisa. Anamnesi, obiettività, valutazione, piano. Ogni casella ha un posto e ogni posto ha un formato: la data, la sigla del professionista, il codice della prestazione. È un linguaggio fatto apposta per essere ripetibile, verificabile, trasferibile da un turno all’altro senza perdita, e in…
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La famiglia come interprete e come schermo
Chi conosce il “prima” del paziente porta un sapere prezioso. Ma a volte quel sapere occupa tutto lo spazio, e non ne lascia per il presente Quando un paziente non può raccontarsi, perché il linguaggio è compromesso, la coscienza è ridotta, la fatica è troppa, c’è quasi sempre qualcuno che…
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La non conformità che nessuno segnala
Quando l’alleanza terapeutica diventa appalto emotivo della responsabilità Nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali esiste un oggetto quasi mitologico: la non conformità. Se un operatore sbaglia una procedura, non compila un modulo, lascia un campo vuoto, non firma dove deve firmare, non rispetta un protocollo, eccola lì: non conformità. Si apre…
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Quando la cura divora chi cura
Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…
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Il familiare come infrastruttura invisibile della cura
Quando il familiare viene trattato come rete, fonte e ammortizzatore, senza essere riconosciuto come soggetto esposto Ci sono percorsi di cura che, osservati dall’interno di un servizio, appaiono formalmente corretti. Hanno tappe, colloqui, verifiche, gradualità, permessi, responsabilità individuali, obiettivi di autonomia. Hanno un linguaggio ordinato e una logica riconoscibile. Dentro…
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Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore
Il terapeuta davanti all’incerto Nella clinica dei disturbi della coscienza non è messo alla prova soltanto il paziente. È messo alla prova anche il terapeuta. Questo campo non pone solo problemi tecnici: pone problemi etici sempre più ampi. E il motivo è semplice. Le nostre categorie diagnostiche non riescono ancora…