Tag: linguaggio clinico
-

La riabilitazione come promessa
Il tempo dei goal e il tempo del ritorno Mercoledì, ore 14.30, riunione d’équipe. Sul tavolo c’è la cartella clinica di un uomo di cinquantotto anni, colpito tre settimane prima da un ictus ischemico. Il punteggio funzionale è migliorato. Riesce a trasferirsi con assistenza, comprende consegne semplici, assume per bocca…
-

Quello che non si scrive in cartella
La cartella clinica ha una grammatica precisa. Anamnesi, obiettività, valutazione, piano. Ogni casella ha un posto e ogni posto ha un formato: la data, la sigla del professionista, il codice della prestazione. È un linguaggio fatto apposta per essere ripetibile, verificabile, trasferibile da un turno all’altro senza perdita, e in…
-

La cura non è mai neutra
Filosofia della medicina: che cosa accade quando la cura prende forma in pratiche, istituzioni, linguaggi e rapporti di potere Da un po’ di tempo mi accorgo che molti testi che scrivo ruotano intorno allo stesso punto, anche quando sembrano partire da luoghi diversi: una stanza di riabilitazione, una cartella clinica,…
-

Quando le parole completano il danno
Sulla comunicazione clinica d’emergenza e sulla differenza tra dire il minimo e dire l’essenziale Ci sono comunicazioni sanitarie che durano pochi secondi e restano addosso per anni. Un familiare riceve una telefonata. Dall’altra parte qualcuno gli dice che una persona cara ha avuto un evento acuto, che la situazione è…
-

Quando l’etica resta fuori dalla stanza di cura
Levinas, Jonas e la formazione incompleta degli operatori sanitari Questa riflessione nasce da esperienze cliniche concrete, maturate nei luoghi in cui la fragilità neurologica, la perdita del linguaggio, la dipendenza e la vulnerabilità estrema obbligano a chiedersi che cosa resti della cura quando la tecnica non basta più. C’è una…
-

Il familiare come infrastruttura invisibile della cura
Quando il familiare viene trattato come rete, fonte e ammortizzatore, senza essere riconosciuto come soggetto esposto Ci sono percorsi di cura che, osservati dall’interno di un servizio, appaiono formalmente corretti. Hanno tappe, colloqui, verifiche, gradualità, permessi, responsabilità individuali, obiettivi di autonomia. Hanno un linguaggio ordinato e una logica riconoscibile. Dentro…