Tag: relazione

  • Dove la cura diventa cattura

    Dove la cura diventa cattura

    La cura, per me, è cominciata come fatica. Prima ancora che come categoria etica, l’ho conosciuta come gesto ripetuto, telefonata, corpo da sollevare, parola da misurare, rabbia da trattenere. Nelle giornate in cui non c’è nessuna grande scena, nessuna nobiltà visibile: solo cose da fare, decisioni da prendere, persone da…

  • Non basta chiamarlo teatro

    Non basta chiamarlo teatro

    Laboratorio teatrale, fragilità e dignità adulta nell’animazione geriatrica In una struttura per anziani fragili, proporre un’attività teatrale non significa semplicemente leggere una storia, distribuire personaggi, far indossare qualche accessorio e chiedere agli ospiti di “fare una parte”. Questo può essere intrattenimento. Può anche essere piacevole, in alcuni casi. Ma non…

  • Quando la cura divora chi cura

    Quando la cura divora chi cura

    Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…

  • Quando il paziente mi guarda: relazione, coscienza e prudenza clinica nello stato di minima coscienza

    Quando il paziente mi guarda: relazione, coscienza e prudenza clinica nello stato di minima coscienza

    A volte il paziente non parla, non esegue una richiesta, non produce una risposta riconoscibile. Però, quando entro nella stanza, mi guarda. Non sempre. Non in modo facilmente interpretabile. Ma quello sguardo c’è, e modifica immediatamente il modo in cui io sto davanti a lui/lei. La distinzione tra stato vegetativo/non…

  • Il linguaggio non serve solo a informare

    Il linguaggio non serve solo a informare

    Perché anche una comunicazione povera può restare clinicamente significativa Ridurre il linguaggio alla trasmissione di informazioni è una semplificazione povera. È comodo pensarlo così: qualcuno ha un contenuto mentale, lo traduce in parole, lo invia a un altro, l’altro lo riceve e lo comprende. Il linguaggio, in questa immagine, funziona…