Tag: sguardo clinico
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L’attenzione come forma di cura
Guardare, rilevare e restare davanti alla presenza fragile C’è una differenza che si impara lentamente, quasi per sottrazione. Non si legge davvero nei manuali e difficilmente si insegna nei corsi di formazione. Eppure arriva, prima o poi, come una consapevolezza silenziosa: guardare non è la stessa cosa che vedere. Incontrare…
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Chi sostiene chi guarda?
Il costo etico dello sguardo clinico in neuroriabilitazione C’è un gesto clinico che sembra minimo, quasi invisibile: mantenere aperta la possibilità che qualcosa ci sia. Non significa credere a ogni movimento.Trasformare ogni smorfia in intenzione. Rassicurare la famiglia dicendo ciò che vorrebbe sentirsi dire. Significa un’altra cosa, molto più difficile:…
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Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore
Il terapeuta davanti all’incerto Nella clinica dei disturbi della coscienza non è messo alla prova soltanto il paziente. È messo alla prova anche il terapeuta. Questo campo non pone solo problemi tecnici: pone problemi etici sempre più ampi. E il motivo è semplice. Le nostre categorie diagnostiche non riescono ancora…
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Dove finisce lo sguardo clinico
Si parla spesso della vulnerabilità del paziente. È giusto. Ma non basta. Ci sono contesti clinici in cui la vulnerabilità non riguarda solo chi è malato, ferito, dipendente, esposto. Riguarda anche chi guarda, interpreta, decide. Non nello stesso modo, certo. Non con la stessa gravità. Ma abbastanza da cambiare la…
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La solitudine di chi osserva diversamente
Lavorando a lungo nella riabilitazione ho imparato presto una cosa scomoda: non basta vedere. Bisogna anche sopportare di vedere cose che il contesto non sa dove mettere. Non mi riferisco solo alla competenza tecnica, agli strumenti valutativi, alle scale, ai protocolli, alle procedure. Mi riferisco a quello sguardo clinico che…