Tag: soggettività

  • Dopo Owen, il corpo muto non è una mente vuota

    Dopo Owen, il corpo muto non è una mente vuota

    Coscienza nascosta, dissociazione cognitivo-motoria e responsabilità clinica Per molto tempo, nella clinica dei pazienti neurologicamente gravissimi, ha agito una scorciatoia tanto comprensibile quanto pericolosa: se un paziente non risponde, non comprende; se non si muove, non c’è; se il corpo tace, anche la mente tace. È una scorciatoia, non una…

  • Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Afasia, gesto deittico e posizione del soggetto In un paziente afasico con componente aprassica può accadere qualcosa di apparentemente semplice e invece molto denso: gli si chiede di indicare sé stesso o l’interlocutore, e il gesto si disorganizza. Punta il dito verso di sé dicendo tu, oppure verso l’altro dicendo…

  • Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    In una prospettiva funzionale, il linguaggio non appare come un semplice rivestimento del pensiero, ma come una pratica attraverso cui si organizza l’esperienza, si regolano le relazioni e si costruisce significato. Halliday lo ha mostrato in modo esemplare: il linguaggio serve a rappresentare il mondo, a interagire con gli altri…

  • Afasia e identità: cosa si perde davvero quando si perde il linguaggio

    Afasia e identità: cosa si perde davvero quando si perde il linguaggio

    Quando si parla di afasia, il linguaggio viene spesso descritto come una funzione compromessa. Produzione ridotta, comprensione alterata, difficoltà lessicali, errori. Tutto corretto. Ma questa descrizione non coglie il punto più rilevante. Perché il linguaggio non è solo uno strumento per comunicare. È il principale mezzo attraverso cui una persona…