Tag: stato di minima coscienza

  • Il paziente non risponde. Ma a cosa?

    Il paziente non risponde. Ma a cosa?

    Afasia grave e limiti della valutazione comportamentale della coscienza Nella valutazione dei gravi disturbi della coscienza c’è un equivoco tanto semplice quanto pericoloso: chiediamo al paziente di mostrarci che c’è, ma spesso gli chiediamo di farlo attraverso il linguaggio. Gli diciamo: guarda, stringi, rispondi, dimmi sì, dimmi no, segui il…

  • Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Quando guardiamo un paziente in stato di minima coscienza, la tentazione è doppia. Da una parte c’è il rischio di romanticizzare: vedere intenzione, riconoscimento, dialogo dove forse ci sono soltanto frammenti instabili di risposta. Dall’altra c’è il rischio opposto: difendersi riducendo tutto a riflesso, scarica, automatismo. La clinica seria dovrebbe…

  • Quando l’occhio clinico non basta: osservazione, misdiagnosi e rigore nei disturbi della coscienza

    Quando l’occhio clinico non basta: osservazione, misdiagnosi e rigore nei disturbi della coscienza

    Nei disturbi della coscienza esiste una tentazione clinica molto comprensibile e molto pericolosa: credere che l’esperienza, da sola, basti. Si guarda il paziente ogni giorno, si impara il suo ritmo, si colgono sfumature che altri non colgono, e poco alla volta si rischia di pensare che l’occhio allenato sia sufficiente.…

  • Lo Stato di Minima Coscienza non è un quasi-niente

    Lo Stato di Minima Coscienza non è un quasi-niente

    Lo stato di minima coscienza è una condizione di grave alterazione della coscienza in cui compaiono segni comportamentali minimi ma inequivocabili di consapevolezza di sé o dell’ambiente. Non si tratta quindi di una piena presenza, ma neppure di una totale assenza. Il punto difficile è proprio questo: la coscienza non…