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Alessandra Tinti | Clinica del confine

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  • Corpo funzionale, corpo senziente: cosa la clinica rimette in gioco nel problema della coscienza

    Corpo funzionale, corpo senziente: cosa la clinica rimette in gioco nel problema della coscienza

    Per molto tempo il funzionalismo ha offerto una delle descrizioni più influenti della mente: uno stato mentale viene definito in base al ruolo causale che svolge tra input, stati interni e output comportamentali. È un modello forte, elegante, potente. Ma ha un limite noto e radicale: può spiegare il funzionamento,…

  • Quando la salute come capacità va in crisi: il caso dello stato vegetativo

    Quando la salute come capacità va in crisi: il caso dello stato vegetativo

    L’idea che la salute coincida con la capacità di realizzare i propri scopi vitali è una delle più interessanti proposte della Filosofia della Medicina contemporanea. Ha un merito evidente: sposta il fuoco dal solo funzionamento biologico alla vita concreta della persona. Non basta chiedersi se un organismo funziona secondo norma.…

  • Capacità residue o capacità attribuite? Movimento e conoscenza clinica nei disturbi della coscienza

    Capacità residue o capacità attribuite? Movimento e conoscenza clinica nei disturbi della coscienza

    Nei disturbi della coscienza il problema non è soltanto vedere un movimento. Il problema è capire quando quel movimento autorizza davvero a parlare di una capacità del paziente. È qui che la clinica si fa difficile. E anche filosoficamente interessante. Perché tra un gesto che segnala una forma minima di…

  • Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Grice alla prova dell’afasia Quando si parla di Grice, si pensa quasi sempre a un elenco di massime: quantità, qualità, relazione, modo. Ma il punto più interessante del suo modello non è questo. Il punto è che la comunicazione non funziona solo perché scambiamo parole, ma perché presumiamo che l’altro…

  • Che cosa conta davvero come segno di coscienza?segni di coscienza, attribuzione, disturbi della coscienza, interpretazione clinica, osservazione

    Che cosa conta davvero come segno di coscienza?segni di coscienza, attribuzione, disturbi della coscienza, interpretazione clinica, osservazione

    Nelle gravi cerebrolesioni il problema non è solo vedere qualcosa. È decidere che cosa quel qualcosa significhi. Un movimento degli occhi, una variazione del volto, una risposta motoria, un cambiamento del respiro, un orientamento apparentemente congruo verso uno stimolo: tutto questo può apparire carico di senso, oppure essere liquidato come…

  • La sindrome da veglia non responsiva non è un vuoto trasparenteUWS, sindrome da veglia non responsiva, coscienza, terminologia clinica, disturbi della coscienza

    La sindrome da veglia non responsiva non è un vuoto trasparenteUWS, sindrome da veglia non responsiva, coscienza, terminologia clinica, disturbi della coscienza

    La condizione che per anni è stata chiamata stato vegetativo viene oggi spesso indicata come sindrome da veglia non responsiva, o unresponsive wakefulness syndrome — UWS. Il cambiamento non è solo terminologico. La nuova formula è stata proposta per evitare l’espressione “vegetativo”, percepita come svalutante, e per descrivere in modo…

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Glossario clinico-filosofico

Nota sul metodo: I testi di questo sito possono nascere anche attraverso l’uso di modelli linguistici, intesi non come delega, ma come strumenti di estensione riflessiva e co-elaborazione critica.

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