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Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore
Il terapeuta davanti all’incerto Nella clinica dei disturbi della coscienza non è messo alla prova soltanto il paziente. È messo alla prova anche il terapeuta. Questo campo non pone solo problemi tecnici: pone problemi etici sempre più ampi. E il motivo è semplice. Le nostre categorie diagnostiche non riescono ancora…
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Il linguaggio minimo: comunicazione, coscienza e rischio di errore nei DoC
Nei disturbi della coscienza il linguaggio viene spesso trattato in modo troppo semplice. O c’è, o non c’è. O il paziente capisce, oppure no. O comunica, oppure resta chiuso nel silenzio. Ma proprio qui si apre una delle zone più insidiose del lavoro clinico: il linguaggio non è assente in…
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Cassirer, Merleau-Ponty e l’afasia: perché non si tratta solo di parole perdute
Quando si parla di afasia, la prima immagine che viene in mente è abbastanza semplice: una persona non trova più le parole, oppure le usa con difficoltà. Questa descrizione è vera, ma è troppo stretta. Se guardiamo il problema attraverso Cassirer e Merleau-Ponty, l’afasia smette di essere soltanto un disturbo…
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Afasia e identità in divenire: una lettura tra Ricoeur e fenomenologia
Si dice spesso che l’afasia sia una perdita di parole. È vero, ma è poco. Perché quando una persona non trova più i nomi, non perde soltanto degli strumenti linguistici: rischia di perdere il modo abituale di comparire nel mondo, di sostenere la propria iniziativa, di raccontarsi, di essere riconosciuta…
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Dove finisce lo sguardo clinico
Si parla spesso della vulnerabilità del paziente. È giusto. Ma non basta. Ci sono contesti clinici in cui la vulnerabilità non riguarda solo chi è malato, ferito, dipendente, esposto. Riguarda anche chi guarda, interpreta, decide. Non nello stesso modo, certo. Non con la stessa gravità. Ma abbastanza da cambiare la…
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La solitudine di chi osserva diversamente
Lavorando a lungo nella riabilitazione ho imparato presto una cosa scomoda: non basta vedere. Bisogna anche sopportare di vedere cose che il contesto non sa dove mettere. Non mi riferisco solo alla competenza tecnica, agli strumenti valutativi, alle scale, ai protocolli, alle procedure. Mi riferisco a quello sguardo clinico che…