• La non conformità che nessuno segnala

    La non conformità che nessuno segnala

    Quando l’alleanza terapeutica diventa appalto emotivo della responsabilità Nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali esiste un oggetto quasi mitologico: la non conformità. Se un operatore sbaglia una procedura, non compila un modulo, lascia un campo vuoto, non firma dove deve firmare, non rispetta un protocollo, eccola lì: non conformità. Si apre…

  • Imparare a leggere il pensiero

    Imparare a leggere il pensiero

    Come lo studio della filosofia sta cambiando il mio modo di stare nelle parole Negli ultimi mesi mi sono accorta di una cosa che non saprei definire in modo immediato, ma che sento con una certa chiarezza: lo studio della filosofia sta modificando il mio modo di leggere, di pensare,…

  • Quando la cura divora chi cura

    Quando la cura divora chi cura

    Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…

  • Possiamo ancora fare la tombola ?

    Possiamo ancora fare la tombola ?

    Dialogo sull’animazione geriatrica nel 2026. Contro l’alibi di chiamare desiderio ciò che spesso è solo abitudine Nelle RSA la tombola non è il nemico. Il problema nasce quando diventa la prova che “agli ospiti piace così”, senza chiederci se stiamo davvero offrendo una possibilità o solo ripetendo ciò che l’istituzione…

  • Quando la dignità deve sporcarsi le mani

    Quando la dignità deve sporcarsi le mani

    Kant, Hegel e la dignità quando entra in corsia C’è un momento, nella cura, in cui la parola dignità rischia di diventare troppo pulita. La usiamo spesso. Dignità del paziente, dignità della persona fragile, dignità della vita anziana, disabile, malata, non autonoma. È una parola necessaria, ma anche consumata. Sta…

  • La logopedista come burocrate di strada

    La logopedista come burocrate di strada

    Michael Lipsky, le RSA e la filosofia sporca della cura C’è un’immagine abbastanza comoda della logopedista: una professionista gentile, ordinata, seduta davanti a un tavolino, intenta a proporre esercizi, mostrare figure, far ripetere parole, correggere suoni, modulare posture, suggerire strategie, sorridere con misura e non disturbare troppo l’assetto generale del…