Autore: atinti
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Il tavolo si riempie. Io no
Una scena sull’afasia, la prestazione e la ferita identitaria In un ambulatorio di logopedia, il tavolo si riempie progressivamente di strumenti, immagini, test, oggetti, consegne. La scena non intende criticare la riabilitazione logopedica, né svalutare gli esercizi o gli strumenti tecnici. Il punto è un altro: mostrare la sproporzione possibile…
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Dall’oracolo all’osservatore situato
La disciplina clinica dei segni deboli Nel lavoro con pazienti con grave cerebrolesione esiste un momento particolarmente delicato: quello in cui compare un segno debole. Un ammiccamento, una variazione del respiro, un movimento minimo delle dita.Un’apertura degli occhi alla voce, un irrigidimento, una pausa che sembra risposta, ma potrebbe non…
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Il paziente non risponde. Ma a cosa?
Afasia grave e limiti della valutazione comportamentale della coscienza Nella valutazione dei gravi disturbi della coscienza c’è un equivoco tanto semplice quanto pericoloso: chiediamo al paziente di mostrarci che c’è, ma spesso gli chiediamo di farlo attraverso il linguaggio. Gli diciamo: guarda, stringi, rispondi, dimmi sì, dimmi no, segui il…
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La filosofia dei gesti minimi
Pausa Attentiva e Ingaggio Narrativo contro l’automatismo clinico Nei pazienti con grave cerebrolesione, l’assenza di una risposta leggibile non coincide necessariamente con l’assenza di una mente. Questa frase, però, rischia di restare troppo facile finché la teniamo sul piano teorico. Il problema vero comincia dopo: quando non siamo davanti a…
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Il collo di bottiglia della coscienza
Quando una mente non riesce a diventare risposta Nei reparti in cui la grave cerebrolesione diventa durata, la cosa più pericolosa non è soltanto sbagliare valutazione. È abituarsi. Abituarsi a un corpo che non risponde. A una bocca che non parla. Uno sguardo che non aggancia. Abituarsi a pensare che…
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La pietas non basta: vulnerabilità e sopravvivenza morale nella clinica
Nella clinica la vulnerabilità è spesso nominata come una condizione del paziente (il fragile, il dipendente, il grave cerebroleso, l’anziano, il malato cronico, la persona che non parla più, non si muove più, non può più difendere la propria biografia con i mezzi consueti). Ma questa rappresentazione è insufficiente, ed…