Categoria: Etica
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La speranza non è sempre innocente
Appunti etici su una parola che consola molto e protegge poco Nel lavoro clinico con pazienti neurologici gravi la speranza gode di una reputazione impeccabile. È quasi sempre dalla parte del bene. Chi la invoca appare umano, partecipe, fedele al paziente. Chi la mette in discussione rischia invece di sembrare…
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Chi protegge il paziente dall’eccesso di cura?
Note etiche sui contesti in cui il “troppo” non è meglio del “poco” Nella clinica delle condizioni neurologiche gravi siamo abituati a pensare il male soprattutto in una forma: il difetto. Difetto di attenzione, di cura, di tempo, di riabilitazione. Difetto di speranza. Temiamo che il paziente venga lasciato indietro,…
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Quando il paziente “non collabora”: un problema clinico o interpretativo?
Nella pratica clinica, una delle espressioni più ricorrenti è:“il paziente non collabora”. È una frase che sembra descrivere un dato.In realtà, spesso, descrive un’interpretazione. Il problema Dire che un paziente non collabora implica almeno tre cose: Nei pazienti con gravi cerebrolesioni, nessuna di queste condizioni può essere data per scontata.…
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Prestazione e partecipazione: quando la riabilitazione si ferma
Nella riabilitazione, ciò che è misurabile tende a diventare centrale. Performance nei test, esecuzione di compiti, miglioramento osservabile. Questo è necessario. Ma non è sufficiente. Il problema Una persona può: E tuttavia: La riabilitazione, in questi casi, ha funzionato solo a metà. Due livelli distinti Serve distinguere: prestazione→ cosa la…