Tag: etica della cura

  • Quando il salone diventa una frontiera: aggressività, cura e diritto al limite in RSA

    Quando il salone diventa una frontiera: aggressività, cura e diritto al limite in RSA

    Argini nella cura: perché dire “no” può essere un atto terapeutico In una RSA, in un reparto di riabilitazione, la scena è apparentemente banale: è quasi ora di pranzo, gli ospiti sono in salone, il personale sta organizzando tavoli, carrozzine, terapie, posture, diete, tempi. Poi un paziente pretende di essere…

  • Il dolore che pensa

    Il dolore che pensa

    Sul costo invisibile del giudizio professionale C’è una forma di sofferenza professionale che le categorie oggi più disponibili (burnout, stress lavoro-correlato, compassion fatigue, disagio organizzativo) intercettano solo in parte. Non perché siano categorie sbagliate, ma perché restano spesso troppo larghe o troppo psicologiche. Nominano l’esaurimento, la fatica, l’esposizione ripetuta al…

  • La bambina buona come dispositivo

    La bambina buona come dispositivo

    Quando la bontà diventa una forma di addestramento Scrivo di me, professionista donna in una relazione di cura, perché il dispositivo che descrivo nei pazienti lo riconosco per primo in me stessa: la bambina buona non è una metafora del paziente, è la lente con cui io guardo il paziente.…

  • La senzienza non basta. Animali, umani non coscienti e casi-limite della bioetica

    La senzienza non basta. Animali, umani non coscienti e casi-limite della bioetica

    La senzienza apre la bioetica, ma non la fonda da sola Ci sono concetti che sembrano risolvere tutto perché arrivano con l’aria pulita delle cose finalmente dette bene. La senzienza è uno di questi. Nel dibattito bioetico sugli animali ha avuto una funzione decisiva: ha costretto a smettere di pensare…

  • Quando il paziente è troppo corpo

    Quando il paziente è troppo corpo

    Questo non è un articolo “sull’obesità”. È un articolo su quali corpi la cura è davvero disposta a sostenere quando sostenere non è più una bella parola ma richiede braccia, ausili, tempo, soldi e decenza. Parlo, come sempre, da una conoscenza incarnata. Non sono osservatrice neutra che cerca modi eleganti…

  • Quando la prudenza diventa danno

    Quando la prudenza diventa danno

    Disfagia, rischio clinico e responsabilità situata Nella presa in carico della persona disfagica esiste una zona clinica particolarmente delicata: quella in cui il professionista deve dare indicazioni sull’alimentazione sapendo che nessuna scelta è completamente priva di rischio. Il rischio aspirativo, il rischio di soffocamento, la malnutrizione, la disidratazione, la perdita…