Tag: etica della cura
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La pietas non basta: vulnerabilità e sopravvivenza morale nella clinica
Nella clinica la vulnerabilità è spesso nominata come una condizione del paziente (il fragile, il dipendente, il grave cerebroleso, l’anziano, il malato cronico, la persona che non parla più, non si muove più, non può più difendere la propria biografia con i mezzi consueti). Ma questa rappresentazione è insufficiente, ed…
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Guerriglia silenziosa
Restare nel luogo della cura senza farsi requisire Ho chiesto a un modello linguistico generativo di trasformare in immagine una postura professionale difficile da rappresentare: restare in un luogo di cura senza più offrirsi spontaneamente al sacrificio. Un corridoio clinico. Faldoni. Cartelle. Carte accumulate. Responsabilità che non vengono dette, ma…
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Responsabilità senza riconoscimento
Quando il pensiero clinico diventa un disturbo per il sistema Ci sono ambienti in cui la competenza non pacifica. Al contrario, irrita. Non perché renda necessariamente arroganti, o più difficili da accontentare. La ragione è più scomoda: la competenza affina la percezione del disordine. Fa vedere ciò che prima restava…
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Dire la verità senza spegnere la persona
Appunti etici su ciò che si deve dire, ciò che non si deve inventare, e il modo in cui una verità può ancora restare umana In molti discorsi sulla relazione di cura, la verità viene trattata come un problema di tatto. Come se la questione fosse soprattutto trovare il tono…
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Chi protegge il paziente dall’eccesso di cura?
Note etiche sui contesti in cui il “troppo” non è meglio del “poco” Nella clinica delle condizioni neurologiche gravi siamo abituati a pensare il male soprattutto in una forma: il difetto. Difetto di attenzione, di cura, di tempo, di riabilitazione. Difetto di speranza. Temiamo che il paziente venga lasciato indietro,…