Tag: Merleau-Ponty
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Quando la parola accade
Afasia, automatismo dialogico e riabilitazione come costruzione di una scena Ci sono pazienti afasici nei quali la parola non sembra semplicemente “mancare”. Sarebbe troppo povero dirlo così. La parola, in certi momenti, compare. Esce, a volte persino con una precisione sorprendente, dentro un botta e risposta rapido, emotivamente carico, ritmico,…
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Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa
Quando si chiede se il linguaggio sia nella testa o nel corpo, si rischia già di sbagliare bersaglio. La domanda sembra intelligente, ma in parte è una trappola: costringe a scegliere tra due contenitori, come se il linguaggio fosse o un software cerebrale o una faccenda di voce, gesti, fiato,…
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Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza
Quando guardiamo un paziente in stato di minima coscienza, la tentazione è doppia. Da una parte c’è il rischio di romanticizzare: vedere intenzione, riconoscimento, dialogo dove forse ci sono soltanto frammenti instabili di risposta. Dall’altra c’è il rischio opposto: difendersi riducendo tutto a riflesso, scarica, automatismo. La clinica seria dovrebbe…
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Cassirer, Merleau-Ponty e l’afasia: perché non si tratta solo di parole perdute
Quando si parla di afasia, la prima immagine che viene in mente è abbastanza semplice: una persona non trova più le parole, oppure le usa con difficoltà. Questa descrizione è vera, ma è troppo stretta. Se guardiamo il problema attraverso Cassirer e Merleau-Ponty, l’afasia smette di essere soltanto un disturbo…