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Quando un’esperienza è mia? La soggettività prima dell’io
Dan Zahavi, la coscienza preriflessiva e il problema del sé minimo Sto leggendo un libro. Seguo il ragionamento, torno su una frase poco chiara, mi distraggo per un rumore che arriva dalla strada. Continuo a leggere. A un certo punto mi accorgo che sono stanca. Fino a quel momento non…
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Che cosa significa avere un’esperienza?
Thomas Nagel e il problema della coscienza in prima persona Possiamo descrivere con notevole precisione che cosa accade nell’organismo quando una persona prova dolore. Possiamo individuare le vie nervose coinvolte, osservare modificazioni fisiologiche, registrare comportamenti, raccogliere una testimonianza. Ma che cosa abbiamo descritto, esattamente? Sappiamo molte cose sul dolore. Eppure…
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«Sto perdendo la testa». La paura di chi sente di smarrire se stesso
Una riflessione clinica e filosofica sulla consapevolezza del deterioramento cognitivo, sull’identità personale e sull’angoscia di smarrire se stessi. Durante un’attività di animazione in una struttura per anziani sono rimasta per parecchio tempo accanto a una signora in carrozzina. A intervalli abbastanza regolari mi chiamava e ripeteva: «Ho paura. Chi mi…
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Leggi ancora
Ultimamente torno spesso alle cartelle cliniche dei miei pazienti. Ho sempre avuto bisogno di sapere qualcosa delle persone che avevo davanti. Non solo diagnosi, dieta, disfagia, livello di coscienza, possibilità di comunicazione. Mi interessa sapere che cosa è successo. Come sono arrivati lì. Mi chiedo se rimettere al centro le…
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Diventare più competenti e più irrilevanti
La mia carriera non sta finendo come pensavo. Avevo aspettative piuttosto basse, quindi non era facilissimo deluderle. E invece. Dopo molti anni conosco meglio il mio mestiere. Vedo prima certe cose, individuo più facilmente un obiettivo che non regge, una richiesta che non ha molto senso clinico, una procedura che…
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Il confidente artificiale
L’AI non è l’Altro. Ma l’Altro non è sempre un rifugio Ho letto recentemente un articolo della Società Italiana di Psichiatria, sui rischi del digitale per bambini e adolescenti. Il ragionamento era in larga parte condivisibile: non basta limitare il tempo trascorso sui social, bisogna preoccuparsi anche di ciò che…