• Dove finisce lo sguardo clinico

    Dove finisce lo sguardo clinico

    Si parla spesso della vulnerabilità del paziente. È giusto. Ma non basta. Ci sono contesti clinici in cui la vulnerabilità non riguarda solo chi è malato, ferito, dipendente, esposto. Riguarda anche chi guarda, interpreta, decide. Non nello stesso modo, certo. Non con la stessa gravità. Ma abbastanza da cambiare la…

  • La solitudine di chi osserva diversamente

    La solitudine di chi osserva diversamente

    Lavorando a lungo nella riabilitazione ho imparato presto una cosa scomoda: non basta vedere. Bisogna anche sopportare di vedere cose che il contesto non sa dove mettere. Non mi riferisco solo alla competenza tecnica, agli strumenti valutativi, alle scale, ai protocolli, alle procedure. Mi riferisco a quello sguardo clinico che…

  • Quando il linguaggio si assottiglia e la vita finisce

    Quando il linguaggio si assottiglia e la vita finisce

    Relazione e cura nel fine vita neurologico Parlare della morte con chi sta morendo è un atto che fa tremare le mani. Qualcuno ci riesce, qualcuno no. E non è affatto detto che noi sanitari siamo tutti in grado di farlo, tutt’altro. La difficoltà non è solo emotiva. È anche…

  • Parlare non basta:           AI, coscienza e attribuzione di mente

    Parlare non basta: AI, coscienza e attribuzione di mente

    L’intelligenza artificiale interessa questo spazio non come tema tecnologico aggiuntivo, né come omaggio obbligato allo spirito del tempo. Mi interessa perché mette sotto pressione alcune domande di fondo: Che cosa basta a farci parlare di comprensione?Che cosa autorizza ad attribuire mente? Quando una risposta è solo una prestazione, e quando…

  • Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Afasia, gesto deittico e posizione del soggetto In un paziente afasico con componente aprassica può accadere qualcosa di apparentemente semplice e invece molto denso: gli si chiede di indicare sé stesso o l’interlocutore, e il gesto si disorganizza. Punta il dito verso di sé dicendo tu, oppure verso l’altro dicendo…

  • Dalla prestazione alla presenza

    Dalla prestazione alla presenza

    Note per una logopedia fenomenologica Di fronte ad ogni paziente con afasia, non mi chiedo solo quale esercizio fare, ma come entrare nel suo mondo percettivo, comunicativo e intenzionale, soprattutto quando gli strumenti ordinari (linguaggio, comprensione verbale, risposta intenzionale chiara), sono gravemente compromessi. Il caso è quello di un paziente…