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Heidegger alla soglia della clinica: coscienza, linguaggio e cura oltre il soggetto isolato
Heidegger non è un autore da usare con leggerezza in ambito etico e bioetico. Non offre una teoria normativa della decisione clinica, non costruisce una bioetica applicata, non fornisce criteri per stabilire che cosa sia giusto fare davanti a un paziente vulnerabile, afasico, disfagico, in stato di minima coscienza o…
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Dare forma all’informe
Scrittura, immagini e pensiero come pratiche di orientamento Ci sono momenti in cui l’ansia non si presenta come un pensiero chiaro. Arriva come massa. Una pressione interna, un’agitazione senza bordo, un rumore continuo che occupa il campo. Una frase detta male, un messaggio fuori orario, un conflitto professionale, una richiesta…
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La non conformità che nessuno segnala
Quando l’alleanza terapeutica diventa appalto emotivo della responsabilità Nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali esiste un oggetto quasi mitologico: la non conformità. Se un operatore sbaglia una procedura, non compila un modulo, lascia un campo vuoto, non firma dove deve firmare, non rispetta un protocollo, eccola lì: non conformità. Si apre…
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Quando la cura divora chi cura
Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…
