Categoria: Etica

  • Ciò che la cura consuma senza nominarlo

    Ciò che la cura consuma senza nominarlo

    Sul lavoro invisibile necessario a trasformare un luogo di passaggio in uno spazio di relazione Ci sono pomeriggi in cui un salone di RSA dovrebbe diventare, per due ore, uno spazio relazionale. Non un luogo qualsiasi. Non il posto dove si passa in attesa del bagno, della fisioterapia, della merenda,…

  • Dove la cura diventa cattura

    Dove la cura diventa cattura

    La cura, per me, è cominciata come fatica. Prima ancora che come categoria etica, l’ho conosciuta come gesto ripetuto, telefonata, corpo da sollevare, parola da misurare, rabbia da trattenere. Nelle giornate in cui non c’è nessuna grande scena, nessuna nobiltà visibile: solo cose da fare, decisioni da prendere, persone da…

  • La cura non è mai neutra

    La cura non è mai neutra

    Filosofia della medicina: che cosa accade quando la cura prende forma in pratiche, istituzioni, linguaggi e rapporti di potere Da un po’ di tempo mi accorgo che molti testi che scrivo ruotano intorno allo stesso punto, anche quando sembrano partire da luoghi diversi: una stanza di riabilitazione, una cartella clinica,…

  • Quando l’etica resta fuori dalla stanza di cura

    Quando l’etica resta fuori dalla stanza di cura

    Levinas, Jonas e la formazione incompleta degli operatori sanitari Questa riflessione nasce da esperienze cliniche concrete, maturate nei luoghi in cui la fragilità neurologica, la perdita del linguaggio, la dipendenza e la vulnerabilità estrema obbligano a chiedersi che cosa resti della cura quando la tecnica non basta più. C’è una…

  • La bioetica come disciplina del giudizio nelle istituzioni della fragilità

    La bioetica come disciplina del giudizio nelle istituzioni della fragilità

    La RSA è uno dei luoghi più bioetici che esistano, proprio perché sembra non esserlo. A prima vista, la bioetica sembra abitare altrove: nelle terapie intensive, nei reparti per gravi cerebrolesioni, nelle decisioni sul fine vita, nel consenso informato, nella nutrizione artificiale, nella sospensione o prosecuzione dei trattamenti. Sono i…

  • Quando la prudenza diventa danno

    Quando la prudenza diventa danno

    Disfagia, rischio clinico e responsabilità situata Nella presa in carico della persona disfagica esiste una zona clinica particolarmente delicata: quella in cui il professionista deve dare indicazioni sull’alimentazione sapendo che nessuna scelta è completamente priva di rischio. Il rischio aspirativo, il rischio di soffocamento, la malnutrizione, la disidratazione, la perdita…