Tag: afasia

  • Il collo di bottiglia della coscienza

    Il collo di bottiglia della coscienza

    Quando una mente non riesce a diventare risposta Nei reparti in cui la grave cerebrolesione diventa durata, la cosa più pericolosa non è soltanto sbagliare valutazione. È abituarsi. Abituarsi a un corpo che non risponde. A una bocca che non parla. Uno sguardo che non aggancia. Abituarsi a pensare che…

  • Quando la parola accade

    Quando la parola accade

    Afasia, automatismo dialogico e riabilitazione come costruzione di una scena Ci sono pazienti afasici nei quali la parola non sembra semplicemente “mancare”. Sarebbe troppo povero dirlo così. La parola, in certi momenti, compare. Esce, a volte persino con una precisione sorprendente, dentro un botta e risposta rapido, emotivamente carico, ritmico,…

  • Una logopedia fenomenologica è possibile?

    Una logopedia fenomenologica è possibile?

    La logopedia nasce e si sviluppa come disciplina della funzione: valutare, misurare, recuperare, compensare. È un impianto necessario, perché senza descrizione del deficit non esiste clinica rigorosa. Ma ci sono situazioni in cui questo linguaggio mostra tutta la sua insufficienza. Nei disturbi neurologici della comunicazione, e in particolare nell’afasia, ciò…

  • Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Quando si chiede se il linguaggio sia nella testa o nel corpo, si rischia già di sbagliare bersaglio. La domanda sembra intelligente, ma in parte è una trappola: costringe a scegliere tra due contenitori, come se il linguaggio fosse o un software cerebrale o una faccenda di voce, gesti, fiato,…

  • Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Sono diventata logopedista nel 1993. Avevo scelto questa professione per il mio interesse verso l’afasia, cioè verso quel punto in cui il linguaggio non funziona più come prima e una persona rischia di non riuscire più a dire, a farsi capire, a restare nel circuito degli scambi umani. A Genova,…

  • Il linguaggio minimo: comunicazione, coscienza e rischio di errore nei DoC

    Il linguaggio minimo: comunicazione, coscienza e rischio di errore nei DoC

    Nei disturbi della coscienza il linguaggio viene spesso trattato in modo troppo semplice. O c’è, o non c’è. O il paziente capisce, oppure no. O comunica, oppure resta chiuso nel silenzio. Ma proprio qui si apre una delle zone più insidiose del lavoro clinico: il linguaggio non è assente in…