Tag: afasia

  • Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Grice alla prova dell’afasia Quando si parla di Grice, si pensa quasi sempre a un elenco di massime: quantità, qualità, relazione, modo. Ma il punto più interessante del suo modello non è questo. Il punto è che la comunicazione non funziona solo perché scambiamo parole, ma perché presumiamo che l’altro…

  • Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    La teoria degli atti linguistici ha avuto il merito di mostrare che parlare non significa soltanto descrivere il mondo. Con Austin, e poi con Searle, il linguaggio appare come azione: ogni enunciato non dice soltanto qualcosa, ma fa qualcosa. Austin distingueva tra atto locutorio (ciò che viene detto), illocutorio (ciò…

  • Quando il linguaggio non scompare, ma non riesce più a farsi uso

    Quando il linguaggio non scompare, ma non riesce più a farsi uso

    Il linguaggio non coincide con le parole pronunciate. Questa distinzione, che in linguistica strutturale appare quasi elementare, diventa clinicamente decisiva quando ci si trova davanti a soggetti che non parlano, parlano poco o parlano in modo profondamente alterato. Saussure distingueva tra langue e parole: la prima è il sistema condiviso…

  • Afasia e identità: cosa si perde davvero quando si perde il linguaggio

    Afasia e identità: cosa si perde davvero quando si perde il linguaggio

    Quando si parla di afasia, il linguaggio viene spesso descritto come una funzione compromessa. Produzione ridotta, comprensione alterata, difficoltà lessicali, errori. Tutto corretto. Ma questa descrizione non coglie il punto più rilevante. Perché il linguaggio non è solo uno strumento per comunicare. È il principale mezzo attraverso cui una persona…