Tag: clinica del confine
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La pietas non basta: vulnerabilità e sopravvivenza morale nella clinica
Nella clinica la vulnerabilità è spesso nominata come una condizione del paziente (il fragile, il dipendente, il grave cerebroleso, l’anziano, il malato cronico, la persona che non parla più, non si muove più, non può più difendere la propria biografia con i mezzi consueti). Ma questa rappresentazione è insufficiente, ed…
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Guerriglia silenziosa
Restare nel luogo della cura senza farsi requisire Ho chiesto a un modello linguistico generativo di trasformare in immagine una postura professionale difficile da rappresentare: restare in un luogo di cura senza più offrirsi spontaneamente al sacrificio. Un corridoio clinico. Faldoni. Cartelle. Carte accumulate. Responsabilità che non vengono dette, ma…
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Dal deficit alla soglia
Come cambia lo sguardo logopedico quando la clinica incontra coscienza, linguaggio e identità La mia formazione iniziale è avvenuta dentro un Laboratorio di Neuropsicologia degli anni Novanta, presso l’ Università di Medicina di Genova. Lì il paziente veniva guardato soprattutto attraverso funzioni, deficit, moduli cognitivi, prestazioni, errori, dissociazioni, recupero o…
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Responsabilità senza riconoscimento
Quando il pensiero clinico diventa un disturbo per il sistema Ci sono ambienti in cui la competenza non pacifica. Al contrario, irrita. Non perché renda necessariamente arroganti, o più difficili da accontentare. La ragione è più scomoda: la competenza affina la percezione del disordine. Fa vedere ciò che prima restava…
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Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo
Sono diventata logopedista nel 1993. Avevo scelto questa professione per il mio interesse verso l’afasia, cioè verso quel punto in cui il linguaggio non funziona più come prima e una persona rischia di non riuscire più a dire, a farsi capire, a restare nel circuito degli scambi umani. A Genova,…
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Osservare quando il linguaggio manca. Un approccio etologico alla cura
Ci sono situazioni in cui la cura incontra un limite che non è solo pratico, ma teorico. Accade quando il soggetto non parla, non può parlare, o non parla più secondo codici che ci siano familiari. Il neonato, la persona con grave danno neurologico, il paziente con alterazioni cognitive profonde…