Tag: fenomenologia

  • Prima della frase: fenomenologia della parola perduta

    Prima della frase: fenomenologia della parola perduta

    Quando la parola si spezza, il pensiero cerca altre vie Quando una lesione neurologica interrompe la possibilità di parlare, nella stanza di riabilitazione compare una domanda difficile, spesso non detta: se la parola non arriva più, che cosa accade al pensiero? È una domanda clinica, ma anche filosofica. Perché il…

  • L’LLM come cognizione estesa nella pratica logopedica

    L’LLM come cognizione estesa nella pratica logopedica

    Uso consapevole, responsabilità clinica e pensiero professionale aumentato Nel dibattito sull’intelligenza artificiale applicata alla clinica, la domanda più frequente è spesso formulata male. Ci si chiede se un LLM “pensi”, se “capisca”, se possa “sostituire” una parte del lavoro professionale. Ma per un clinico che usa quotidianamente questi strumenti in…

  • Una logopedia fenomenologica è possibile?

    Una logopedia fenomenologica è possibile?

    La logopedia nasce e si sviluppa come disciplina della funzione: valutare, misurare, recuperare, compensare. È un impianto necessario, perché senza descrizione del deficit non esiste clinica rigorosa. Ma ci sono situazioni in cui questo linguaggio mostra tutta la sua insufficienza. Nei disturbi neurologici della comunicazione, e in particolare nell’afasia, ciò…

  • Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Quando si chiede se il linguaggio sia nella testa o nel corpo, si rischia già di sbagliare bersaglio. La domanda sembra intelligente, ma in parte è una trappola: costringe a scegliere tra due contenitori, come se il linguaggio fosse o un software cerebrale o una faccenda di voce, gesti, fiato,…

  • Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Quando guardiamo un paziente in stato di minima coscienza, la tentazione è doppia. Da una parte c’è il rischio di romanticizzare: vedere intenzione, riconoscimento, dialogo dove forse ci sono soltanto frammenti instabili di risposta. Dall’altra c’è il rischio opposto: difendersi riducendo tutto a riflesso, scarica, automatismo. La clinica seria dovrebbe…

  • Afasia e identità in divenire: una lettura tra Ricoeur e fenomenologia

    Afasia e identità in divenire: una lettura tra Ricoeur e fenomenologia

    Si dice spesso che l’afasia sia una perdita di parole. È vero, ma è poco. Perché quando una persona non trova più i nomi, non perde soltanto degli strumenti linguistici: rischia di perdere il modo abituale di comparire nel mondo, di sostenere la propria iniziativa, di raccontarsi, di essere riconosciuta…