Tag: identità

  • La riabilitazione come promessa

    La riabilitazione come promessa

    Il tempo dei goal e il tempo del ritorno Mercoledì, ore 14.30, riunione d’équipe. Sul tavolo c’è la cartella clinica di un uomo di cinquantotto anni, colpito tre settimane prima da un ictus ischemico. Il punteggio funzionale è migliorato. Riesce a trasferirsi con assistenza, comprende consegne semplici, assume per bocca…

  • Quando l’etica resta fuori dalla stanza di cura

    Quando l’etica resta fuori dalla stanza di cura

    Levinas, Jonas e la formazione incompleta degli operatori sanitari Questa riflessione nasce da esperienze cliniche concrete, maturate nei luoghi in cui la fragilità neurologica, la perdita del linguaggio, la dipendenza e la vulnerabilità estrema obbligano a chiedersi che cosa resti della cura quando la tecnica non basta più. C’è una…

  • Heidegger alla soglia della clinica: coscienza, linguaggio e cura oltre il soggetto isolato

    Heidegger alla soglia della clinica: coscienza, linguaggio e cura oltre il soggetto isolato

    Heidegger non è un autore da usare con leggerezza in ambito etico e bioetico. Non offre una teoria normativa della decisione clinica, non costruisce una bioetica applicata, non fornisce criteri per stabilire che cosa sia giusto fare davanti a un paziente vulnerabile, afasico, disfagico, in stato di minima coscienza o…

  • Non basta chiamarlo teatro

    Non basta chiamarlo teatro

    Laboratorio teatrale, fragilità e dignità adulta nell’animazione geriatrica In una struttura per anziani fragili, proporre un’attività teatrale non significa semplicemente leggere una storia, distribuire personaggi, far indossare qualche accessorio e chiedere agli ospiti di “fare una parte”. Questo può essere intrattenimento. Può anche essere piacevole, in alcuni casi. Ma non…

  • Dare forma all’informe

    Dare forma all’informe

    Scrittura, immagini e pensiero come pratiche di orientamento Ci sono momenti in cui l’ansia non si presenta come un pensiero chiaro. Arriva come massa. Una pressione interna, un’agitazione senza bordo, un rumore continuo che occupa il campo. Una frase detta male, un messaggio fuori orario, un conflitto professionale, una richiesta…

  • Quando la cura divora chi cura

    Quando la cura divora chi cura

    Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…