Tag: identità

  • Non basta chiamarlo teatro

    Non basta chiamarlo teatro

    Laboratorio teatrale, fragilità e dignità adulta nell’animazione geriatrica In una struttura per anziani fragili, proporre un’attività teatrale non significa semplicemente leggere una storia, distribuire personaggi, far indossare qualche accessorio e chiedere agli ospiti di “fare una parte”. Questo può essere intrattenimento. Può anche essere piacevole, in alcuni casi. Ma non…

  • Dare forma all’informe

    Dare forma all’informe

    Scrittura, immagini e pensiero come pratiche di orientamento Ci sono momenti in cui l’ansia non si presenta come un pensiero chiaro. Arriva come massa. Una pressione interna, un’agitazione senza bordo, un rumore continuo che occupa il campo. Una frase detta male, un messaggio fuori orario, un conflitto professionale, una richiesta…

  • Quando la cura divora chi cura

    Quando la cura divora chi cura

    Responsabilità, identità e confine nella cura totale La cura gode di una reputazione quasi inattaccabile. Appena viene nominata, sembra portare con sé una specie di assoluzione preventiva: se è cura, allora è buona; se è responsabilità, allora è giusta; se qualcuno ha bisogno, allora qualcun altro deve esserci. Il problema,…

  • La noia non è innocente

    La noia non è innocente

    Eden Alternative e danni istituzionali nella vita in RSA Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali la noia viene spesso trattata come un effetto collaterale inevitabile: qualcosa che appartiene alla vecchiaia, alla dipendenza, alla riduzione delle possibilità, alla lunghezza delle giornate. Ma la noia, in istituzione, non è sempre un semplice vuoto da…

  • Animare non è intrattenere

    Animare non è intrattenere

    Vecchiaia fragile, istituzione e diritto minimo ad avere ancora un mondo Nelle strutture residenziali per anziani, la parola animazione porta con sé un equivoco. Sembra indicare qualcosa di leggero, accessorio, quasi decorativo: un modo per riempire il tempo, distrarre, far passare il pomeriggio, rendere meno visibile la lunghezza delle giornate.…

  • L’afasia come crisi del possibile

    L’afasia come crisi del possibile

    Revisione critica dell’approccio esistenziale e fenomenologico L’afasia viene spesso descritta come perdita o alterazione del linguaggio. La definizione è corretta, ma clinicamente insufficiente. Chi lavora con persone afasiche sa che il problema non si esaurisce nella parola che manca, nella frase che non si costruisce, nel nome che non arriva.…