Tag: identità

  • La noia non è innocente

    La noia non è innocente

    Eden Alternative e danni istituzionali nella vita in RSA Nelle Residenze Sanitarie Assistenziali la noia viene spesso trattata come un effetto collaterale inevitabile: qualcosa che appartiene alla vecchiaia, alla dipendenza, alla riduzione delle possibilità, alla lunghezza delle giornate. Ma la noia, in istituzione, non è sempre un semplice vuoto da…

  • Animare non è intrattenere

    Animare non è intrattenere

    Vecchiaia fragile, istituzione e diritto minimo ad avere ancora un mondo Nelle strutture residenziali per anziani, la parola animazione porta con sé un equivoco. Sembra indicare qualcosa di leggero, accessorio, quasi decorativo: un modo per riempire il tempo, distrarre, far passare il pomeriggio, rendere meno visibile la lunghezza delle giornate.…

  • L’afasia come crisi del possibile

    L’afasia come crisi del possibile

    Revisione critica dell’approccio esistenziale e fenomenologico L’afasia viene spesso descritta come perdita o alterazione del linguaggio. La definizione è corretta, ma clinicamente insufficiente. Chi lavora con persone afasiche sa che il problema non si esaurisce nella parola che manca, nella frase che non si costruisce, nel nome che non arriva.…

  • Riconnettersi a un’identità silente

    Riconnettersi a un’identità silente

    La logopedia quando la parola non basta Se il pensiero non coincide solo con la parola articolata, allora la logopedia non può ridursi a un addestramento meccanico della bocca, della lingua o della voce. Non perché l’esercizio motorio non serva. Serve, ma diventa povero quando viene isolato dalla domanda decisiva:…

  • Il tavolo si riempie. Io no

    Il tavolo si riempie. Io no

    Una scena sull’afasia, la prestazione e la ferita identitaria In un ambulatorio di logopedia, il tavolo si riempie progressivamente di strumenti, immagini, test, oggetti, consegne. La scena non intende criticare la riabilitazione logopedica, né svalutare gli esercizi o gli strumenti tecnici. Il punto è un altro: mostrare la sproporzione possibile…

  • Dal deficit alla soglia

    Dal deficit alla soglia

    Come cambia lo sguardo logopedico quando la clinica incontra coscienza, linguaggio e identità La mia formazione iniziale è avvenuta dentro un Laboratorio di Neuropsicologia degli anni Novanta, presso l’ Università di Medicina di Genova. Lì il paziente veniva guardato soprattutto attraverso funzioni, deficit, moduli cognitivi, prestazioni, errori, dissociazioni, recupero o…