• Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    In una prospettiva funzionale, il linguaggio non appare come un semplice rivestimento del pensiero, ma come una pratica attraverso cui si organizza l’esperienza, si regolano le relazioni e si costruisce significato. Halliday lo ha mostrato in modo esemplare: il linguaggio serve a rappresentare il mondo, a interagire con gli altri…

  • Il linguaggio non serve solo a informare

    Il linguaggio non serve solo a informare

    Perché anche una comunicazione povera può restare clinicamente significativa Ridurre il linguaggio alla trasmissione di informazioni è una semplificazione povera. È comodo pensarlo così: qualcuno ha un contenuto mentale, lo traduce in parole, lo invia a un altro, l’altro lo riceve e lo comprende. Il linguaggio, in questa immagine, funziona…

  • Capire non è soltanto decodificare

    Capire non è soltanto decodificare

    Una parte essenziale della comunicazione non coincide con ciò che viene detto esplicitamente. Grice lo ha mostrato con chiarezza distinguendo tra significato letterale e significato implicato. Comprendere un enunciato non vuol dire soltanto decifrarne le parole, ma cogliere ciò che, in un dato contesto, il parlante intende comunicare. Questo processo…

  • Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    La teoria degli atti linguistici ha avuto il merito di mostrare che parlare non significa soltanto descrivere il mondo. Con Austin, e poi con Searle, il linguaggio appare come azione: ogni enunciato non dice soltanto qualcosa, ma fa qualcosa. Austin distingueva tra atto locutorio (ciò che viene detto), illocutorio (ciò…

  • Quando il linguaggio non scompare, ma non riesce più a farsi uso

    Quando il linguaggio non scompare, ma non riesce più a farsi uso

    Il linguaggio non coincide con le parole pronunciate. Questa distinzione, che in linguistica strutturale appare quasi elementare, diventa clinicamente decisiva quando ci si trova davanti a soggetti che non parlano, parlano poco o parlano in modo profondamente alterato. Saussure distingueva tra langue e parole: la prima è il sistema condiviso…

  • Osservare quando il linguaggio manca. Un approccio etologico alla cura

    Osservare quando il linguaggio manca. Un approccio etologico alla cura

    Ci sono situazioni in cui la cura incontra un limite che non è solo pratico, ma teorico. Accade quando il soggetto non parla, non può parlare, o non parla più secondo codici che ci siano familiari. Il neonato, la persona con grave danno neurologico, il paziente con alterazioni cognitive profonde…