• La sindrome da veglia non responsiva non è un vuoto trasparenteUWS, sindrome da veglia non responsiva, coscienza, terminologia clinica, disturbi della coscienza

    La sindrome da veglia non responsiva non è un vuoto trasparenteUWS, sindrome da veglia non responsiva, coscienza, terminologia clinica, disturbi della coscienza

    La condizione che per anni è stata chiamata stato vegetativo viene oggi spesso indicata come sindrome da veglia non responsiva, o unresponsive wakefulness syndrome — UWS. Il cambiamento non è solo terminologico. La nuova formula è stata proposta per evitare l’espressione “vegetativo”, percepita come svalutante, e per descrivere in modo…

  • Lo Stato di Minima Coscienza non è un quasi-niente

    Lo Stato di Minima Coscienza non è un quasi-niente

    Lo stato di minima coscienza è una condizione di grave alterazione della coscienza in cui compaiono segni comportamentali minimi ma inequivocabili di consapevolezza di sé o dell’ambiente. Non si tratta quindi di una piena presenza, ma neppure di una totale assenza. Il punto difficile è proprio questo: la coscienza non…

  • Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    Il linguaggio non esprime solo il sé: contribuisce a costruirlo

    In una prospettiva funzionale, il linguaggio non appare come un semplice rivestimento del pensiero, ma come una pratica attraverso cui si organizza l’esperienza, si regolano le relazioni e si costruisce significato. Halliday lo ha mostrato in modo esemplare: il linguaggio serve a rappresentare il mondo, a interagire con gli altri…

  • Il linguaggio non serve solo a informare

    Il linguaggio non serve solo a informare

    Perché anche una comunicazione povera può restare clinicamente significativa Ridurre il linguaggio alla trasmissione di informazioni è una semplificazione povera. È comodo pensarlo così: qualcuno ha un contenuto mentale, lo traduce in parole, lo invia a un altro, l’altro lo riceve e lo comprende. Il linguaggio, in questa immagine, funziona…

  • Capire non è soltanto decodificare

    Capire non è soltanto decodificare

    Una parte essenziale della comunicazione non coincide con ciò che viene detto esplicitamente. Grice lo ha mostrato con chiarezza distinguendo tra significato letterale e significato implicato. Comprendere un enunciato non vuol dire soltanto decifrarne le parole, ma cogliere ciò che, in un dato contesto, il parlante intende comunicare. Questo processo…

  • Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    La teoria degli atti linguistici ha avuto il merito di mostrare che parlare non significa soltanto descrivere il mondo. Con Austin, e poi con Searle, il linguaggio appare come azione: ogni enunciato non dice soltanto qualcosa, ma fa qualcosa. Austin distingueva tra atto locutorio (ciò che viene detto), illocutorio (ciò…