• Responsabilità senza riconoscimento

    Responsabilità senza riconoscimento

    Quando il pensiero clinico diventa un disturbo per il sistema Ci sono ambienti in cui la competenza non pacifica. Al contrario, irrita. Non perché renda necessariamente arroganti, o più difficili da accontentare. La ragione è più scomoda: la competenza affina la percezione del disordine. Fa vedere ciò che prima restava…

  • Una logopedia fenomenologica è possibile?

    Una logopedia fenomenologica è possibile?

    La logopedia nasce e si sviluppa come disciplina della funzione: valutare, misurare, recuperare, compensare. È un impianto necessario, perché senza descrizione del deficit non esiste clinica rigorosa. Ma ci sono situazioni in cui questo linguaggio mostra tutta la sua insufficienza. Nei disturbi neurologici della comunicazione, e in particolare nell’afasia, ciò…

  • Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Il linguaggio è nel cervello o nel corpo? Goldstein e la falsa alternativa

    Quando si chiede se il linguaggio sia nella testa o nel corpo, si rischia già di sbagliare bersaglio. La domanda sembra intelligente, ma in parte è una trappola: costringe a scegliere tra due contenitori, come se il linguaggio fosse o un software cerebrale o una faccenda di voce, gesti, fiato,…

  • Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Sono diventata logopedista nel 1993. Avevo scelto questa professione per il mio interesse verso l’afasia, cioè verso quel punto in cui il linguaggio non funziona più come prima e una persona rischia di non riuscire più a dire, a farsi capire, a restare nel circuito degli scambi umani. A Genova,…

  • Il cervello ferito basta a spiegare la mente?

    Il cervello ferito basta a spiegare la mente?

    Lesioni cerebrali, cognizione e limiti di ciò che il dato clinico può dimostrare Se la mente dipende dal cervello, perché la questione filosofica non è già chiusa? La filosofia della mente si è spesso interrogata sulla natura della mente in termini molto generali: è qualcosa di materiale oppure no? È…

  • Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Cosa c’è in quello sguardo? Una lettura fenomenologica della minima coscienza

    Quando guardiamo un paziente in stato di minima coscienza, la tentazione è doppia. Da una parte c’è il rischio di romanticizzare: vedere intenzione, riconoscimento, dialogo dove forse ci sono soltanto frammenti instabili di risposta. Dall’altra c’è il rischio opposto: difendersi riducendo tutto a riflesso, scarica, automatismo. La clinica seria dovrebbe…