Categoria: Linguaggio

  • Parlare non basta:           AI, coscienza e attribuzione di mente

    Parlare non basta: AI, coscienza e attribuzione di mente

    L’intelligenza artificiale interessa questo spazio non come tema tecnologico aggiuntivo, né come omaggio obbligato allo spirito del tempo. Mi interessa perché mette sotto pressione alcune domande di fondo: Che cosa basta a farci parlare di comprensione?Che cosa autorizza ad attribuire mente? Quando una risposta è solo una prestazione, e quando…

  • Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Quando “io” e “tu” non stanno più al loro posto

    Afasia, gesto deittico e posizione del soggetto In un paziente afasico con componente aprassica può accadere qualcosa di apparentemente semplice e invece molto denso: gli si chiede di indicare sé stesso o l’interlocutore, e il gesto si disorganizza. Punta il dito verso di sé dicendo tu, oppure verso l’altro dicendo…

  • Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Quando la cooperazione comunicativa diventa asimmetrica

    Grice alla prova dell’afasia Quando si parla di Grice, si pensa quasi sempre a un elenco di massime: quantità, qualità, relazione, modo. Ma il punto più interessante del suo modello non è questo. Il punto è che la comunicazione non funziona solo perché scambiamo parole, ma perché presumiamo che l’altro…

  • Il linguaggio non serve solo a informare

    Il linguaggio non serve solo a informare

    Perché anche una comunicazione povera può restare clinicamente significativa Ridurre il linguaggio alla trasmissione di informazioni è una semplificazione povera. È comodo pensarlo così: qualcuno ha un contenuto mentale, lo traduce in parole, lo invia a un altro, l’altro lo riceve e lo comprende. Il linguaggio, in questa immagine, funziona…

  • Capire non è soltanto decodificare

    Capire non è soltanto decodificare

    Una parte essenziale della comunicazione non coincide con ciò che viene detto esplicitamente. Grice lo ha mostrato con chiarezza distinguendo tra significato letterale e significato implicato. Comprendere un enunciato non vuol dire soltanto decifrarne le parole, ma cogliere ciò che, in un dato contesto, il parlante intende comunicare. Questo processo…

  • Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    Dire è fare. Anche quando le parole mancano

    La teoria degli atti linguistici ha avuto il merito di mostrare che parlare non significa soltanto descrivere il mondo. Con Austin, e poi con Searle, il linguaggio appare come azione: ogni enunciato non dice soltanto qualcosa, ma fa qualcosa. Austin distingueva tra atto locutorio (ciò che viene detto), illocutorio (ciò…