Categoria: Sguardo

  • Possiamo ancora fare la tombola ?

    Possiamo ancora fare la tombola ?

    Dialogo sull’animazione geriatrica nel 2026. Contro l’alibi di chiamare desiderio ciò che spesso è solo abitudine Nelle RSA la tombola non è il nemico. Il problema nasce quando diventa la prova che “agli ospiti piace così”, senza chiederci se stiamo davvero offrendo una possibilità o solo ripetendo ciò che l’istituzione…

  • Riconnettersi a un’identità silente

    Riconnettersi a un’identità silente

    La logopedia quando la parola non basta Se il pensiero non coincide solo con la parola articolata, allora la logopedia non può ridursi a un addestramento meccanico della bocca, della lingua o della voce. Non perché l’esercizio motorio non serva. Serve, ma diventa povero quando viene isolato dalla domanda decisiva:…

  • L’LLM come cognizione estesa nella pratica logopedica

    L’LLM come cognizione estesa nella pratica logopedica

    Uso consapevole, responsabilità clinica e pensiero professionale aumentato Nel dibattito sull’intelligenza artificiale applicata alla clinica, la domanda più frequente è spesso formulata male. Ci si chiede se un LLM “pensi”, se “capisca”, se possa “sostituire” una parte del lavoro professionale. Ma per un clinico che usa quotidianamente questi strumenti in…

  • Dal deficit alla soglia

    Dal deficit alla soglia

    Come cambia lo sguardo logopedico quando la clinica incontra coscienza, linguaggio e identità La mia formazione iniziale è avvenuta dentro un Laboratorio di Neuropsicologia degli anni Novanta, presso l’ Università di Medicina di Genova. Lì il paziente veniva guardato soprattutto attraverso funzioni, deficit, moduli cognitivi, prestazioni, errori, dissociazioni, recupero o…

  • Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Quando il paziente adulto scompare dietro il bolo

    Sono diventata logopedista nel 1993. Avevo scelto questa professione per il mio interesse verso l’afasia, cioè verso quel punto in cui il linguaggio non funziona più come prima e una persona rischia di non riuscire più a dire, a farsi capire, a restare nel circuito degli scambi umani. A Genova,…

  • Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore

    Non basta avere occhio: dove lo sguardo clinico si espone all’errore

    Il terapeuta davanti all’incerto Nella clinica dei disturbi della coscienza non è messo alla prova soltanto il paziente. È messo alla prova anche il terapeuta. Questo campo non pone solo problemi tecnici: pone problemi etici sempre più ampi. E il motivo è semplice. Le nostre categorie diagnostiche non riescono ancora…