Categoria: Sguardo
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Diventare più competenti e più irrilevanti
La mia carriera non sta finendo come pensavo. Avevo aspettative piuttosto basse, quindi non era facilissimo deluderle. E invece. Dopo molti anni conosco meglio il mio mestiere. Vedo prima certe cose, individuo più facilmente un obiettivo che non regge, una richiesta che non ha molto senso clinico, una procedura che…
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Il confidente artificiale
L’AI non è l’Altro. Ma l’Altro non è sempre un rifugio Ho letto recentemente un articolo della Società Italiana di Psichiatria, sui rischi del digitale per bambini e adolescenti. Il ragionamento era in larga parte condivisibile: non basta limitare il tempo trascorso sui social, bisogna preoccuparsi anche di ciò che…
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Quando la cura vuole che io taccia
Note incarnate sulla guastafeste femminista Ci sono momenti in cui basta un gesto minimo per sentirmi colpevole: non rispondere a un messaggio, non richiamare subito, interrompere una telefonata, lasciare che una richiesta resti sospesa. Non ho fatto nulla di grave. Non ho insultato, non ho abbandonato, non ho deciso una…
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Quello che resta, quello che manca, quello che viene preteso
C’è una signora che non parla quasi mai. Non interviene, non commenta, non chiede, non racconta. Se si compilasse una scheda in fretta, verrebbe facile scrivere: scarsa partecipazione. Produzione verbale assente. Iniziativa ridotta. Poi però la si guarda meglio. Controlla tutto. Segue chi entra, chi esce, chi sposta una sedia,…
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Quando le parole completano il danno
Sulla comunicazione clinica d’emergenza e sulla differenza tra dire il minimo e dire l’essenziale Ci sono comunicazioni sanitarie che durano pochi secondi e restano addosso per anni. Un familiare riceve una telefonata. Dall’altra parte qualcuno gli dice che una persona cara ha avuto un evento acuto, che la situazione è…