Categoria: Sguardo

  • Dove finisce lo sguardo clinico

    Dove finisce lo sguardo clinico

    Si parla spesso della vulnerabilità del paziente. È giusto. Ma non basta. Ci sono contesti clinici in cui la vulnerabilità non riguarda solo chi è malato, ferito, dipendente, esposto. Riguarda anche chi guarda, interpreta, decide. Non nello stesso modo, certo. Non con la stessa gravità. Ma abbastanza da cambiare la…

  • La solitudine di chi osserva diversamente

    La solitudine di chi osserva diversamente

    Lavorando a lungo nella riabilitazione ho imparato presto una cosa scomoda: non basta vedere. Bisogna anche sopportare di vedere cose che il contesto non sa dove mettere. Non mi riferisco solo alla competenza tecnica, agli strumenti valutativi, alle scale, ai protocolli, alle procedure. Mi riferisco a quello sguardo clinico che…

  • Il paziente visto da lontano

    Il paziente visto da lontano

    Consulenze episodiche, conoscenza situata e fratture nella continuità clinica Ci sono situazioni cliniche in cui il problema non è soltanto che una condizione sia grave, cronica o irreversibile. Il problema ulteriore nasce quando l’irreversibilità non riesce a essere accolta, pensata, nominata. In quei casi, la domanda di cura rischia di…

  • Vedere, attendere, dubitare

    Vedere, attendere, dubitare

    Il lavoro logopedico viene spesso pensato come lavoro sulla parola, sulla comprensione, sullo scambio. Ma ci sono situazioni cliniche in cui questi riferimenti si incrinano. Di fronte a un paziente che non parla, che risponde in modo minimo, ambiguo o assente, non viene meno soltanto una funzione. Si altera una…

  • Il terapeuta senza appigli

    Il terapeuta senza appigli

    Ci sono contesti clinici in cui il terapeuta non può appoggiarsi a ciò che oggi rassicura tutti: performance leggibili, progressi lineari, evidenze ordinate, risultati che si lasciano raccontare bene. Non perché lavori male, ma perché lavora in campi in cui il fenomeno è intermittente, il dato è fragile e l’interpretazione…

  • Osservare quando il linguaggio manca. Un approccio etologico alla cura

    Osservare quando il linguaggio manca. Un approccio etologico alla cura

    Ci sono situazioni in cui la cura incontra un limite che non è solo pratico, ma teorico. Accade quando il soggetto non parla, non può parlare, o non parla più secondo codici che ci siano familiari. Il neonato, la persona con grave danno neurologico, il paziente con alterazioni cognitive profonde…